Aiutiamo Johannes - Sud Chiama Nord

Johannes è un ragazzo Sierra Leonese di 32 anni.

Vive con la moglie e due bambine di 1 e 5 anni. Lavora come insegnante alla scuola “Our Lady Of Guadalupe” di Lunsar, gestita dalla suore missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento.

A Settembre 2013, dopo una caduta, ha iniziato ad accusare un forte male ad una gamba. Si è fatto visitare da due ospedali governativi e gli è stato detto che necessitava di una operazione, ma in quegli ospedali gli strumenti sono minimi e la formazione dei medici molto scarsa. Gli hanno detto che prima di operarlo, avrebbero avuto bisogno di tempo “per documentarsi sulle ossa della gamba”. Noi ragazzi che questa estate abbiamo conosciuto Johannes, ci siamo quindi attivati per cercare di fargli avere una possibilità in più.

Insieme ad una volontaria del nostro gruppo è stato accompagnato all’ospedale di Emergency di Freetown, capitale della Sierra Leone.

I medici di Emergency hanno fatto una lastra e visto una massa calcificata, ma non hanno potuto capire se era legata alla caduta o se era una malattia dell’osso che si stava sviluppando. Lo hanno quindi rivisitato dopo 3 settimane; la massa era aumentata e i medici hanno rilevato la necessità di fare esami per cui loro non avevano gli strumenti (una biopsia o una risonanza magnetica) e hanno quindi consigliato le cure in Italia.

Prima di intraprendere questa strada, abbiamo raccolto i fondi necessari per farlo visitare presso una clinica, detta “dei ricchi”, gestita da medici indiani, sempre nella capitale. Lì hanno detto che si trattava di un tumore ma che non se la sentivano di operarlo per mancanza di mezzi e conoscenze adeguate.

Abbiamo quindi fatto arrivare gli esami di Johannes (due lastre) in Italia e le abbiamo sottoposte a medici e radiologi. L’opinione comune è che sono necessari altri esami per capire di cosa si tratti (o una calcificazione, per cui comunque sarebbe necessaria una operazione, oppure un tumore all’osso).

Rispetto alla realtà in cui vive, Johannes è un ragazzo molto fortunato. Quando è scoppiata la guerra lui stava studiando a Freetown per diventare insegnante. E’ stato preso dai ribelli, ha vissuto con loro, visto cose indicibili ma lo hanno liberato e appena ha potuto, è tornato a studiare. E quando se ne parla, è questo che ricorda, la fortuna di aver studiato. Ora lavora come insegnante e questa è una condizione da ‘’privilegiato’’ nel suo paese. E’ “fortunato”, ne siamo consapevoli, ma nonostante questo abbiamo cercato di dargli quella possibilità che quasi nessuna persona del posto può permettersi. Questo per quello che Johannes è e rappresenta.

E’ fede, speranza, amore per la vita e per gli altri.

Rappresenta, per noi, la Sierra, perché attraverso di lui abbiamo conosciuto lo spirito di quella gente: accogliente, semplice, incredibilmente felice. Quando pensiamo a quella terra rossa, ricordiamo Johannes come la persona che sintetizza la durezza e la bellezza di quel luogo e insieme la solidarietà, la disponibilità, la bontà e la riconoscenza di quelle persone.

Ora Johannes ha ottenuto il visto per entrare in Italia. Da metà febbraio sarà ospitato in “Casa Betania” ad Albinea e grazie alla solidarietà di alcuni dottori che si sono resi disponibili a prendersi in carico la sua situazione riceverà l’assistenza medica necessaria.

Ringraziamo di cuore tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questo progetto e tutti coloro che hanno offerto un contributo nel corso delle iniziative di raccolta fondi che abbiamo portato avanti.

**AGGIORNAMENTO DEL 28/04/2014**

Johannes ha superato con successo l’operazione alla gamba e proprio oggi è ritornato a casa in Sierra Leone e presto riprenderà il suo lavoro di insegnante. Per noi che gli siamo stati vicini è stata davvero una esperienza unica e ci siamo resi conto di essere stati complici e protagonisti di un miracolo (link).

 

I ragazzi dell’Associazione Sud Chiama Nord